osservo dalla cima verso la valle delle false speranze
ma non posso fare a meno di tendere le mani verso il basso
sul punto della morte provo a toccare terra
mi sento attratto da una forza disumana
come se avessi una calamita ai piedi
cerco l'infinito ma la realtá mi risucchia vivo,
ne esco fuori inghiottito,
salto fuori da questo buco nero ma risparisco nel nulla
mi sono perso.
Sull'asfalto rimangono le mie scarpe
non ce l'hanno fatta a seguirmi nella ricerca del disperato cammino
troppo stanche, troppo pesanti e pensanti
rappresentano la debolezza che c'è in me.
Lotteró senza il loro aiuto
a piedi nudi andró avanti
scegliendo di riprovare a sentire il sapore della sconfitta,
di riassaporare quell'acqua verde,
sporca, fredda,
sulla riva di una costa sconosciuta
nel gelido inverno di paesi ignoti e nefasti.
19/02/2016
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