le pupille messe sulle tavole a dondolare
i lacci delle scarpe appesi ad asciugare
i sogni di sciolte giornate fanno capogiro
in un'onda vertiginosa che ti colpisce l'essenza
la frammenta
l'essenza di essere chi vuoi essere,
essere,
l'essere che non ne vuole piú
che nell' incendio del palazzo piú antico del centro
scoppia a piangere,
che nel via vai di questi mesi ripetitivi
suona il violino di un pagliaccio triste,
che nelle scarpate di quei viadotti maledetti
cammina scalzo,
che nella notte piú fredda dell'anno
si bagna nudo.
riascoltamdo il dondolio del suo equilbrio
tra i mille rumori che rimbombano nell'aria
capisce che rivolgersi a quel ragazzino in strada
rimaneva la sola ragione
di buttarsi giú
a capofitto nell'amore
Edith Piaf
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